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Mi è capitato spesso , anche durante l’ultimo incontro con i soci del FAI venuti a visitare Legnano, che mi venisse rivolta la domanda “ ma cosa rappresenta quella lapide?” (quella posta a fianco dell’arco di ingresso del palazzo di Leone da Perego in via Magenta n. 13 ). Io ho sempre risposto semplicemente che era lo stemma di Ottone Visconti, Arcivescovo di Milano dal 1277 al 1287 e possessore del Castello di Legnano poi donato ai Lampugnani.

Non mi sono mai soffermato a spiegare i simboli scolpiti sulla lapide, pertanto se ci riesco intendo rimediare a questo modo frettoloso di liquidare una testimonianza storica importante per la nostra città.

Prima di Ottone Visconti in questo edificio a corte ha vissuto ( una delle tante dimore, come ad esempio ad Agliate, a Desio, ad Angera, a Castelseprio , a Milano) l’Arcivescovo milanese Leone da Perego. La carriera di Ottone iniziò dapprima a servizio del Perego stesso, poi dal settembre 1247 divenne aiutante del cardinale Ottaviano degli Ubaldini, e fu al suo seguito per oltre un decennio accompagnandolo in varie "ambasciate" in Italia e in Francia. In tale lasso di tempo Ottone fu nominato Procuratore dell'Arcivescovo presso la Corte Pontificia ed infine eletto canonico di Desio. Il Cardinale Ottaviano Ubaldini era stato un vero protettore della carriera di Ottone, ed il destino ha voluto che dopo la morte di Leone da Perego nel 1257 (nel suo palazzo di Legnano), il Cardinale scegliesse come Arcivescovo di Milano proprio il Visconti già coadiutore del Perego (non senza vicende travagliate durate oltre quindici anni).

Ottone tra le tante dimore ereditate con la carica arcivescovile si interessò anche a quella di Legnano che posta lungo l’antica via porta di sotto era stata una dimora estiva dell’ Arcivescovo di Milano suo predecessore, e qui in Legnano accanto alla casa del Perego fece riadattare l’antica dimora nella quale aveva certamente trascorso anche parte degli anni al servizio di Leone e fece anche aggiungere un’ala sud del cortile, creando un nuovo palazzo utile per riposarsi durante i suoi trasferimenti. L‘ edificio era su due piani con pavimenti in legno e soffitti a cassettoni, edificata in mattoni a vista e con belle pietre bianche negli archi ed alle finestre.

All’inizio del secolo 19° però la casa venne abbattuta per un “restauro” tipico di quegli anni e ricostruita ex novo destinandone la porzione ad est come scuola, e poi nel 1937 l’ala sud (voluta dal Visconti) divenne un teatro e cinematografo ancora oggi esistente e conosciuto come sala Ratti. Solo alcune parti marmoree ed alcuni muri sono rimasti di quelli antichi (una finestra bifora è ora esposta nel Castello di Milano) e fortunatamente si sono salvati un piccolo stemma arcaico in cortile e la lastra di marmo scolpita con i simboli di Ottone in facciata sul portone. Nella foto si può osservare come tutta la facciata di accesso al cortile arcivescovile porti i segni dei secoli, il muro a sinistra con la sua bella lastra di pietra angolare e i grandi massi squadrati del basamento sono gli originali del 1200, anche i brani di muro in mattoni nella zona dell’ insegna sono originali, poi invece nella parte alta e in parte a destra troviamo solo qualche frammento del tessuto murario originale, il resto è un elaborato ripristino della superficie operato nel 1928 quando fu anche abbattuta la antica porta della città chiamata “porta di sotto” posta ad una trentina di metri di distanza dall’ingresso arcivescovile. Qui davanti infatti passava la via per il Castello o via porta di sotto che menava a Milano, e la sera la strada veniva chiusa con un portone per difendere la città dalle intrusioni notturne dei malintenzionati.

Anche la lastra marmorea di cui noi oggi parliamo venne spostata, infatti per creare una nuova finestra trifora in mezzo alla facciata essa venne spostata dalla posizione centrale sopra l’arco a quella laterale a sinistra dell’arco di ingresso al cortile.

Su di essa compaiono un viso con una croce sul capo e un serpente con testa di drago che inghiotte una figura umana. La scultura è abbastanza arcaica e la sua datazione è da porsi dopo il 1257 ( morte di Leone da Perego) e prima del 1295 anno della morte di Ottone.

Ottone Visconti si chiamava più esattamente OTHO VICECOMES detto Ottorino figlio di Ubaldo Vicecomes ed Anastasia Pirovano. ………………………..

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