Ci parlano del museo il sindaco crespi ed il professor augusto marinoni  - 1979

troppo riduttivo.

Ciascun legnanese peraltro sa che, fuori dai confini lombardi come anche all'estero, raramente la nostra città  è riconosciuta col volto che prima ho cercato sinteticamente di delineare. Legnano invece è normalmente identificata, grazie ad una disinvolta e drastica semplificazione culturale, come città del Carroccio. Con una tale associazione, infatti, il suo nome viene di solito citato nei manuali di storia.

E’ come se ci fossero, dunque, due Legnano; o almeno due immagini della stessa città che attendono di essere ricomposte.

E una simile frattura, temo, potrebbe essere ritrovata anche nel bagaglio di molti legnanesi, o in una certa parte di loro. A ben pensarci, allora, potremmo anche individuare, continuando a riflettere nello stesso modo, altre aree nelle quali val la pena di avviare o di portare a compimento un'opera di ricomposizione dell'immagine di Legnano, di distinzione più chiara tra i suoi piani prospettici, nonchè di maggior ampliamento dei suoi margini sia in estensione che in profondità.

Quindi non si tratta solo di ricollegare l'attualità con il passato; ma anche di precisare sempre meglio i confini tra la storia e le sue inevitabili frange mitologiche o leggendarie, e, infine, di rendere evidente, attraverso i documenti e tutti i reperti disponibili, ben ordinati e interpretati, come alle nostre spalle, oltre al periodo dei Comuni, esistano altre epoche, a quelle precedenti o successive, ed altre vicende perlomeno degne di altrettanto interesse.

Dedicata al Museo Civico di Legnano, questa pubblicazione che ho l'onore e il piacere di presentare, si ritrova ottimamente nelle indicazioni appena tratteggiate e, nel contempo, consegue un primo importante risultato: quello di rendere un devoto omaggio alla figura indimenticata dell'Ing. Sutermeister, al quale il Museo e stato doverosamente intitolato, e alle cui innumerevoli ricerche storico-archeologiche il Museo stesso deve le proprie origini e il graduale arricchimento. Un grazie riconoscente va dato inoltre agli estensori dei testi qui pubblicati, nei quali con dedizione e pazienza essi hanno riversato i frutti dei loro studi e della loro consolidata competenza.

Desidero infine esprimere l'augurio the una diffusione capillare, sempre più ampia e continuata nel tempo, di questa  pubblicazione possa contribuire sensibilmente a delineare, per la città di Legnano, un volto ancora piu chiaro e unitario, ma insieme più articolato, completo e armonico.

 

DOTT. FRANCO CRESPI
Sindaco di Legnano

 

 

 

GUIDO SUTERMEISTER
E IL SUO MUSEO

 

 

Il Museo Civico della città di Legnano e intitolato all'Ing. Guido Sutermeister, perchè a questo appassionato studioso e ricercatore esso deve in gran parte la sua esistenza. Nato a Intra nel 1884 egli entrò, poco più che ventenne, a far parte della già grande industria meccanica “Franco Tosi di Legnano”. Per incarico della ditta egli dovette recarsi più volte in Egitto e nel Medio Oriente, dove ebbe occasione di conoscere i grandiosi monumenti di un passato tanto lontano e i reperti pazientemente riportati alla luce da schiere di archeologi insigni. Nacque allora la sua passione per la storia e l’archeologia, ossia il desiderio di frugare nelle viscere della terra per ritrovare le reliquie di età remote e constatare come le lontane generazioni soddisfacevano con strumenti e forme diverse gli eterni bisogni dell'uomo. Ma proprio a Legnano fin dallo scorso secolo erano affiorati dal suolo alcuni reperti romani e longobardi: indizi e prove sicure che anche il suolo legnanese custodiva testimonianze dei millenni passati. Ed ecco che la vocazione scoperta in se stesso dal Sutermeister nel Medio Oriente, trovava a portata di mano la possibilità di esplicarsi in modo insperato, favorita anche dal rinnovamento edilizio della città, che in vari punti sollevava lo strato fertile del terreno agricolo oppure demoliva le vecchie case per gettare le fondazioni di più moderni edifici. Proprio il terreno dove ora sorge il Museo, rivelò al Sutermeister cimeli di notevole interesse, cosi il n. 7 di corso Sempione e specialmente la necropoli romana di via Novara (ora Venegoni) con tanti corredi funebri dell'età augustea. Ma la scoperta più importante gliela riservava Canegrate con una vasta necropoli preromana, rivelatrice di una facies caratteristica della nostra preistoria. Anche per incarico della Soprintendenza regionale Sutermeister estese la sua attività di ricerca e di sorveglianza sui paesi circonvicini (Parabiago, S. Lorenzo, S. Vittore, Gorla Minore) dove i romani antichi lasciarono tracce della loro robusta attività.

Ma per la ricostruzione del passato non bastava il lavoro di scavo e di riordino dei cimeli antichissimi, perciò la ricerca del Sutermeister si rivolse anche agli archivi e alle biblioteche pubbliche e private con risultati brillanti. Dagli archivi estrasse una quantità di documenti presso che sconosciuti, che gli permisero di ricostruire la genealogia di illustri famiglie legnanesi, quali i Vismara, i Lampugnani, i Crivelli, i Corio, i Da Legnano. Di questi ultimi, già legati per via di sangue col celebre professore dell'università Bolognese, Giovanni — per il quale il poeta inglese Chaucer disse: «Legnano rivelò al mondo il diritto. — sono celebri gli editori milanesi che fin dagli inizi dell'arte della stampa pubblicarono una lunga serie di incunaboli e cinquecentine. Di tali volumi Sutermeister redasse e pubblicò un catalogo ormai esaurito per le molte richieste pervenute anche dall'estero e la Società «Arte e Storia» sta preparando una nuova edizione aggiornata coi più recenti ritrovamenti. Dobbiamo quindi a Sutermeister anche l'accrescimento delle nostre cognizioni sulla Legnano medioevale e rinascimentale. In particolare sono da segnalare la sua storia del Castello Visconteo, i suoi studi sui Conventi legnanesi, sulla dimora fortificata dell'Arcivescovo milanese in Legnano, di cui vennero alla luce aspetti sconosciuti durante la costruzione dell 'attuale Galleria; la trascrizione e la pubblicazione del censimento nominativo degli abitanti di Legnano, steso dal prevosto Specio nel 1594, e della Storia delle chiese di Legnano del prevosto Pozzo (sec. XVII).

Per conservare il frutto di tanto lavoro di ricerca, di scavi, di studi occorrevano mezzi adeguati. Attorno a Sutermeister si riunì presto un gruppo di ammiratori e sostenitori che formarono la «Società Arte e Storia», e le stesse autorità comunali non gli negarono il loro appoggio. Quando in corso Sempione parve inevitabile la demolizione dell'antica dimora dei Lampugnani, e fu deciso di ricostruirla in facsimile in corso Garibaldi, il nuovo-vecchio edificio sembrò utilizzabile per la sistemazione dei cimeli già raccolti dal Sutermeister, e divenne pertanto Museo Civico. Nel 1928 fu stesa una convenzione colla quale il Comune di Legnano affidava alla Società «Arte e Storia» la direzione e la gestione del Museo. Da quel momento fino alla sua morte Sutermeister fu il Direttore insostituibile del Museo che col passare degli anni andò arricchendosi di nuovi materiali e testimonianze di tutti i tempi della storia legnanese. La Società «Arte e Storia» provvide anche a pubblicare una collana di .Memorie» che raccolsero i contributi di vari studiosi, ma soprattutto gli studi dello stesso Sutermeister, di cui diamo in seguito l’elenco. Con questi mezzi, come su due vie parallele, Sutermeister svolse la sua attività fervida, intensa e feconda di risultati, lino alla sua morte avvenuta nel marzo del 1964 lasciando un vuoto incolmabile. La Società “Arte e Storia “, dovette denunciare alle autorità comunali la decadenza della convenzione del 1928 per l’impossibilita di sostituire lo scomparso con altra persona che ne continuasse le funzioni colla stessa passione e collo stesso disinteresse, giacche è doveroso aggiungere che Sutermeister non ricevette mai compensi, ma piuttosto donò di tasca propria al Museo e alla nostra Società. La quale dopo una lunga pausa decise di sopravvivere continuando solo una parte dell’attività del suo fondatore e animatore, quella editoriale, pubblicando altri numeri delle “Memorie” e partecipando, grazie alla collaborazione dei suoi soci, ad altre pubblicazioni storiche, sontuose, di cui non potrebbe da sola sostenere il peso finanziario.

Questo stesso libro può vedere la luce grazie all'appoggio dato dalla Banca di Legnano, dall'Associazione Legnanese dell'Industria e del Comune di Legnano. Esso si divide in tre parti affidate alle cure di tre diverse autrici. La prima parte, dedicata alla .sezione archeologica, e opera della prof. Adriana Soffredi dell’Università di Bologna, che fu per alcuni anni direttrice e riordinatrice del Museo. La seconda parte, dedicata alla sezione affreschi, e opera della dott Giovanna Palamidese, che per qualche tempo lavorò nel Museo alla schedatura e catalogazione dei materiali. Qui nel presentare gli affreschi strappati alle vecchie case della città, prima della loro demolizione, essa trova l'occasione per delineare la situazione storica in cui gli stessi affreschi vennero alla luce. La terza parte e opera della dott. Maria Serena Tronca, specialista in Museologia, che attualmente sta compiendo nel Museo stesso un'opera diligente e intelligente di riordino. Questa parte considera itl Museo nel suo insieme ma con particolare riguardo alle opere moderne.

Ci auguriamo che il libro serva soprattutto a quei visitatori del Museo che non si accontentano di uno sguardo fugace sugli oggetti esposti, ma se ne servono per rivedere nella propria mente il passato, scoprire com’era allora l’uomo e meglio comprendere, per conseguenza, come è adesso.

 

 

Il Presidente Società Arte e Storia

Prof. Augusto Marinoni

 

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La Legnano di oggi ci appare come una città leggibile con sufficiente chiarezza. A giudizio unanime viene infatti considerata una città che lavora. La sua vita quotidiana e scandita sul ritmo delle fabbriche, degli uffici e delle scuole; vi prosperano commerci, laboratori artigianali e servizi di ogni genere. Si tratta quindi di una città concreta, positiva, che gode i vantaggi della vicinanza alla metropoli milanese, e positivamente inserita nella trama di rapporti del tessuto nazionale, e tuttavia non risente gran che, almeno per il momento, delle difficoltà di ordine generale che investono la nostra convivenza civile e mettono alla prova le nostre capacità di tenuta democratica sia in campo economico che politico e sociale.

Di questa sua immagine, una specie di etichetta qualitativa che e ben presente ad ogni cittadino, Legnano va piuttosto fiera, non e il caso di nascondercelo; anche se un riferimento esclusivo ai valori del lavoro, del progresso e del benessere che ne consegue potrebbe giustamente essere giudicato